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RC AUTO: CHE FREGATURA IL NUOVO CODICE DELLE ASSICURAZIONI

Tratto dall'articolo seguente: http://dallapartedichiguida.blogosfere.it/2006/03/rc_auto_che_fre.html

Il nuovo Codice delle Assicurazioni? Una gran fregatura per noi assicurati. Una pacchia per le Compagnie. Se volete avere le idee chiare, leggete quest’intervista a Stefano Mannacio, responsabile relazioni esterne Aneis (Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale).

Il nuovo Codice delle Assicurazioni Una gran fregatura per noi assicurati. Una pacchia per le Compagnie. Se volete avere le idee chiare, leggete quest’intervista a Stefano Mannacio, responsabile relazioni esterne Aneis (Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale).

1) L’indenizzo diretto è già in vigore?

“Il Codice delle Assicurazioni è entrato in vigore il 1° gennaio 2006. La cosiddetta procedura di indennizzo diretto non è ancora operativa e deve essere disciplinata da un regolamento attuativo. L’attuale bozza prevede l’entrata in vigore del sistema il 1° agosto 2006, ma si parla di un possibile slittamento per il 1° gennaio 2007.

2) Quando l'indennizzo diretto diventerà effettivo, che cosa cambierà? Per intenderci: ora, per l’indennizzo diretto, i due guidatori devono firmare il Modulo blu. In futuro, potrebbe non essere necessario il Modulo blu?

“La novità della procedura è che non occorrerà la firma congiunta dei due guidatori, ma il danneggiato dovrà direttamente rivolgersi alla propria Compagnia, e non a quella del responsabile, per richiedere il risarcimento dei danni. La procedura di risarcimento diretto si può attivare sono nel caso di scontro tra due veicoli immatricolati in Italia, e, in caso di danni alla persona, solo nei casi di lesioni fino al 9% di invalidità permanente. Su tale delicato punto vorrei evidenziare un paradosso. Posto che il danneggiato che ha subìto lesioni non è in grado di sapere con anticipo l’entità del suo danno, soprattutto quelle di natura permanente, vi potrebbe essere il caso in cui l’Assicurazione del leso potrebbe, dopo aver avviato la procedura diretta, valutare l’entità del danno un 10% e invitare il malcapitato a far ripartire la procedura con l’assicurazione del responsabile. Questi potrebbe, tramite una nuova visita, valutare l’entità del danno l’8% e rispedire indietro le carte. Un insopportabile gioco dell’oca che denota la fretta con cui si è voluto legiferare”.

3) Con l’indennizzo diretto (nuovo Codice delle Assicurazioni), il danneggiato ha vantaggi rispetto a prima?

“Basta leggere la bozza di regolamento della procedura per comprendere che le vittime della strada saranno in balia delle Compagnie. Infatti, secondo la bozza di regolamento ‘l’impresa deve fornire al danneggiato ogni assistenza informativa e tecnica utile per consentire la migliore prestazione del servizio e la piena realizzazione del diritto al risarcimento’. Il danneggiato che vanta un credito nei confronti della propria Compagnia dovrebbe farsi assistere da quella stessa Assicurazione nel ruolo di debitrice, la quale avrà tutto l’interesse a erogare il minimo possibile del risarcimento sfruttando la non piena conoscenza della vittima dei propri diritti. Nella bozza, inoltre, è negato anche il diritto, consolidato da ampia giurisprudenza di merito, di farsi assistere da un professionista di fiducia sin dalla delicata fase stragiudiziale. Il rischio concreto è ottenere un risarcimento sensibilmente inferiore e ritrovarsi con un pugno di mosche in mano in termini di documentazione e attività istruttoria svolta in caso di offerta non soddisfacente e volontà di avviare un giudizio. Sorprende l’affermazione delle associazioni dei consumatori secondo cui il danneggiato, una volta spennato dalla propria Assicurazione, potrà sempre ricorrere al legale. Anche il più implume operatore del diritto sa che l’ottenimento di un equo risarcimento in sede giudiziale dipende dalla bontà dell’attività stragiudiziale. Che interesse dovrebbero mai avere le Compagnie a comporre una solida istruttoria quando sanno che questa può essere usata contro le stesse in causa? Nessuno, appunto. Allontanare i patrocinatori dalle vittime della strada e darla a bere al danneggiato: questo è il massimo godimento per le Compagnie, che potrebbero ridurre sensibilmente i propri costi (e migliorare l’attuale record mondiale di utili nel settore Rc auto) non per investimenti in ricerca e sviluppo, ma per il tramite di una legge fortemente voluta dai rappresentanti dei consumatori, dalla maggioranza e anche da un grosso partito all’opposizione”.

4) Il recente parere dell'Antitrust, che si aggiunge a quello del Consiglio di Stato, boccia l'indennizzo diretto (nuovo Codice delle Assicurazioni). Quali le critiche di Consiglio di Stato e Antitrust?

“Prendendo spunto dallo scenario inquietante che si prefigura per le vittime della strada, il Consiglio di Stato afferma che una ‘evidente restrizione dell'area del danno risarcibile’, causata dalla nuova procedura, dovrebbe essere controbilanciata da un chiaro impegno delle Compagnie a ridurre le tariffe. Impegno che le Compagnie non hanno mai preso in considerazione e che le associazioni dei consumatori del Cncu (Consiglio dei consumatori e degli utenti), più realiste del re, hanno stimato nel 10%, nel 15% sul premio assicurativo, o in 50, 70, 80, 100 euro a polizza. Stendo un velo pietoso su quali analisi sono basati questi numeri. L’Antitrust ha enfatizzato due aspetti importanti. Il primo è legato al fatto che i tempi di risarcimento potevano ripartire ogni volta che l’assicurazione avesse richiesto integrazioni documentali, rendendo potenzialmente eterno il tempo per ottenere un risarcimento. Il secondo punto censura la possibilità di regolare la procedura attraverso consorzi in grado di scambiarsi parametri tecnici ed economici sulle liquidazioni, con effetti lesivi per la concorrenza”.

5) Parecchie associazioni dei consumatori sono favorevoli all'indennizzo diretto previsto dal nuovo Codice delle Assicurazioni. Dov’è l’errore?

“Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Invece, da cinque anni le associazioni dei consumatori appartenenti al Cncu, senza tener conto della struttura del mercato assicurativo, ritengono che avallare leggi e provvedimenti a beneficio della riduzione dei costi delle Compagnie in termini di risarcimenti per le vittime della strada e assistenza stragiudiziale possa favorire la riduzione dei costi delle Assicurazioni e la conseguente riduzione delle tariffe. Infatti, le associazioni del Cncu, presiedute per legge dal ministro delle Attività produttive, dal 2000 a oggi hanno firmato due protocolli di intesa con le Assicurazioni da cui sono scaturiti norme che hanno pesantemente limitato il risarcimento del danno alla persona e contribuito a far esplodere i profitti delle Compagnie (da 4.000 miliardi delle vecchie lire di asserite perdite nel 1999 a 4.000 miliardi di utili nel 2005), hanno sottoscritto un accordo di conciliazione finanziato dalle stesse Compagnie, hanno nominato un medico legale fiduciario di un gruppo assicurativo in una commissione per la definizione delle invalidità gravi o gravissime, siedono nel consiglio direttivo di fondazioni dell'Ania e partecipano alla redazione dei bilanci sociali di alcune Compagnie. Nonostante tutti questi inciuci con le Compagnie, le tariffe non si sono ridotte. Le associazioni non hanno ben osservato cosa è successo nel mercato assicurativo negli ultimi anni. Il dato da prendere in considerazione farebbe saltare dal tavolo qualsiasi associazione dei consumatori appartenenti a una società liberale ed è questo: attualmente l’80% del mercato è in mano a quattro poli assicurativi (Generali, Ras, Fonsai, Unipol) a causa dei processi di acquisizione e incorporazione di molte Compagnie. In un mercato del genere, pensare che a una riduzione dei costi possa corrispondere una diminuzione dei prezzi e non già un aumento dei profitti è una leggerezza imperdonabile. I profitti delle Compagnie, con questo mercato, continueranno ad aumentare anche con l’introduzione dell’indennizzo diretto. In un mercato oligopolistico, la concorrenza tra imprese non esiste intrinsecamente perché potrebbe scatenare processi in cui tutti gli oligopolisti perdono. Gli oligopolisti non competono né riducendo i prezzi né facendosi concorrenza. Al limite, come accade con cadenza mensile, se un oligopolista vuole acquisire nuovi clienti compra una Compagnia. Sfiora quindi il grottesco il fatto che le associazioni dei consumatori, invece di criticare un assetto di mercato che ha portato all’istituzione di immensi e inefficienti call center liquidativi, svilito la professionalità dei liquidatori (ridotti a impiegati amministrativi), si siano accanite solo con i diritti delle vittime della strada a ottenere un giusto ed equo risarcimento. E’ poi sciocco ipotizzare che il danneggiato non soddisfatto dalla procedura di indennizzo diretto possa cambiare agevolmente Compagnia perché potrebbe aumentare esponenzialmente il rischio di cadere in malus a causa del risarcimento della controparte, secondo una possibile logica del ‘dare poco a tutti’. Dare poco a tutti è peraltro utile alle Compagnie per due motivi. Il primo è, appunto, aumentare le tariffe con l’aumento del malus. Il danneggiato in malus (malamente fidelizzato?) si troverà davanti a un agente che, desolato, gli spiegherà che la Compagnia della controparte ha inteso risarcire il suo assicurato, anche se per due euro e una pacca sulla spalla. Il secondo motivo è che dare una briciola al proprio assicurato contribuisce tecnicamente ad abbassare i costi medi per sinistro e migliorare la performance dell’ispettorato sinistri. Tutto questo succede anche oggi con l’attuale sistema, ma nel futuro potrebbe avere una diffusione epidemica”.

6) Ma con l’indennizzo diretto si ridurranno le truffe?

“L'ex presidente dell'Ania, Alfonso Desiata, che è certo un manager di consumata esperienza (ricordiamoci che è riuscito ad ottenere una legge smaccatamente favorevole alle Compagnie quale la 57/01), ha dichiarato qualche tempo fa che ‘tutti i sistemi che hanno previsto l'indennizzo diretto hanno visto aumenti di danni e spese e quindi di premi. E' stato un disastro dappertutto’. A ben vedere, le Compagnie sanno bene che già la Cid (Convenzione di indennizzo diretto) produce una proliferazione di sinistri falsi, soprattutto in certe aree. L'estensione totale dell'indennizzo diretto senza la firma congiunta del modulo Cai (Constatazione amichevole di incidente) renderà più difficoltose le indagini in caso di sinistri di dubbia origine. Un esempio tra i tanti: se ora è piuttosto agevole, per un liquidatore che nutra qualche sospetto, disporre la perizia di riscontro sul mezzo del proprio assicurato, dopo troverà certo più di una difficoltà nel disporre la stessa perizia sul veicolo del responsabile, assicurato con altra Compagnia e non disposto a prestare un'adeguata collaborazione. Vi è da aggiungere che le Compagnie non hanno fatto nulla per contrastare davvero il fenomeno delle truffe. Nonostante sia stata introdotto nel codice penale il reato di truffa alle Assicurazioni, per le Compagnie è ritenuto più ‘economico’ scaricare i costi del tutto sugli assicurati, il vero anello debole della catena”.

7) C’è chi dice che in Europa l’indennizzo diretto sia diffuso: è vero?

“In Europa esiste, come in Italia, la Convenzione per l'indennizzo diretto (Cid), volontaria, e solo in presenza di firma congiunta tra le parti. Solo in Francia esiste una procedura di indennizzo diretto obbligatoria con modalità difficilmente ‘esportabili’ in Italia, anche per la presenza di un mercato effettivamente competitivo”.

8) A parte l’indennizzo diretto, il nuovo Codice delle Assicurazioni quali novità positive ha introdotto?

“Dal punto di vista del danneggiato l’unica novità positiva è la possibilità per il trasportato di essere risarcito dalla compagnia del vettore, senza dover attendere accertamenti su responsabilità. Il trasportato, d’altronde, ha sempre ragione”.